Da qualche parte in America, un piatto di spaghetti viene immerso nel sugo di pomodoro e sormontato da una polpetta grande quanto una palla da baseball.
Da qualche parte in Italia, per questo, una nonna versa una lacrima silenziosa.
Chiariamolo subito: gli spaghetti non sono spaghetti. Certo, sono lunghi e
sottili, ma qui finisce la somiglianza. Gli spaghetti sono un orgoglioso simbolo della cucina italiana, un piatto che porta con sé secoli di tradizione, amore e, sì, un pizzico di drammaticità.
Una storia scivolosa dal passato
La leggenda narra che gli spaghetti esistano fin dal XII secolo, e alcuni sostengono che Marco Polo li abbia portati dalla Cina. Ma gli italiani non sono d’accordo: infatti, documenti storici siciliani menzionano una pasta chiamata “itriyya” fatta di grano duro, molto prima che Marco facesse le valigie per l’Asia. Quindi, senza offesa per gli spaghetti, ma gli autentici spaghetti italiani hanno profonde radici mediterranee: soleggiati, oliati e difesi con passione.
Aglio, olio e tanta anima
Chiedete a qualsiasi italiano e vi dirà la verità: gli spaghetti migliori non hanno bisogno di una grande produzione. Dateci aglio, olio d’oliva e peperoncino e avrete un miracolo di mezzanotte nel piatto. Gli spaghetti aglio, olio e peperoncino sono un piatto nato dalla semplicità ed esaltato dal sapore. L’aglio sfrigola, l’olio danza, il peperoncino scalcia e gli spaghetti? Cantano. O forse è un sugo di pomodoro ricco ed estivo: pomodori San Marzano dolci, un tocco di basilico e nemmeno una polpetta in vista. Fidatevi, gli spaghetti sono la star. Non hanno bisogno di compagnia. Di certo non di carne macinata arrotolata che cerca di rubare la scena.
Macchina per la pasta: attiva!
Ora immaginate questo: il ronzio della macchina per la pasta, l’impasto che si arrotola in lunghi fili dorati e quegli splendidi spaghetti freschi fatti in casa che si arricciano come nastri di gioia. Quando sono fatti freschi, cuociono in un paio di minuti: un battito di ciglia ed è pronto. Tutto ciò che serve è un filo di sugo e una generosa spolverata di Parmigiano Reggiano grattugiato.
Non chiamatemi spaghetti, sussurrano dallo scolapasta, con il vapore che sale come un applauso. Sono spaghetti e hanno carattere.